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Priorato di Saint Pierre

Priorato di Saint Pierre

Saint Pierre (AO)

La Casa si trova a 7 km da Aosta, sulla strada che porta al Traforo del Monte Bianco. L’origine del Priorato è incerta, tanto da aver generato discussioni e parecchi equivoci. Le prime notizie storicamente certe risalgono ad una Bolla papale del 1176 in cui viene nominata la chiesa. Nei primi anni del 1200 il Priorato passa ai canonici del Gran San Bernardo in quanto facente capo all’Ospizio posto sul valico. La sua situazione rimane stabile fino alla metà del ‘600 quando alcuni soldati appiccarono il fuoco all’edificio che venne così completamente distrutto, ad eccezione della chiesa. Esso venne ricostruito nel 1700 e poi, dopo alterne e anche buie vicende, nel 1859 venne acquistato dalla Diocesi di Aosta che provvide a risistemarlo. E’ attualmente adibito a centro di spiritualità (m. 730 s.l.m.).

www.priorato.it

 

Come arrivarci:

IN TRENO: arrivo alla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova e da lì nostro servizio pullman.

IN AUTO: La casa si trova a 7 Km da Aosta sulla strada che porta al traforo del Monte Bianco. Saint Pierre è raggiungibile tramite l’autostrada A5 con uscite: Aosta est oppure Aosta ovest.

 

I CORSI

15 / 21 luglio

L'ALTRO E L'ALTROVE

Prof. M. AIME - Prof. D. PAPOTTI

«Tutti i problemi dell’uomo nascono dal fatto che non è capace a rimanere chiuso nella sua stanza» diceva Pascal. Chissà se aveva ragione, ma di fatto il viaggio e il movimento sono due cifre caratteristiche degli umani: da sempre la nostra specie è in cammino alla ricerca di nuovi spazi e nuovi luoghi. Dal viaggio degli antichi al turismo contemporaneo, dai pellegrinaggi alle migrazioni, si cercherà di ricostruire una panoramica delle motivazioni che spingono gli individui a lasciare i propri luoghi di nascita. Un viaggio, qualunque viaggio, nasce da un immaginario ed è di qui che si cercherà di comprendere le motivazioni di chi parte, intrecciando due prospettive, quella antropologica e quella geografica. La natura dinamica degli immaginari antropologici e geografici dà vita comunque a un “altro” ed a un “altrove”: il viaggio, infatti, prevede sempre un incontro con qualcuno che in qualche modo è altro da noi, non ci è consueto. Si cercherà di mettere in luce alcuni dei meccanismi che condizionano fin da prima della partenza ogni forma di incontro con la diversità e che determinano il nostro rapporto con l’altro e con l’altrove, perpetuandosi e riproducendosi in una sorta di circolo autoreferenziale.

 

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