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Priorato di Saint Pierre

Priorato di Saint Pierre

Saint Pierre (AO)

La Casa si trova a 7 km da Aosta, sulla strada che porta al Traforo del Monte Bianco. L’origine del Priorato è incerta, tanto da aver generato discussioni e parecchi equivoci. Le prime notizie storicamente certe risalgono ad una Bolla papale del 1176 in cui viene nominata la chiesa. Nei primi anni del 1200 il Priorato passa ai canonici del Gran San Bernardo in quanto facente capo all’Ospizio posto sul valico. La sua situazione rimane stabile fino alla metà del ‘600 quando alcuni soldati appiccarono il fuoco all’edificio che venne così completamente distrutto, ad eccezione della chiesa. Esso venne ricostruito nel 1700 e poi, dopo alterne e anche buie vicende, nel 1859 venne acquistato dalla Diocesi di Aosta che provvide a risistemarlo. E’ attualmente adibito a centro di spiritualità (m. 730 s.l.m.).

www.priorato.it

 

Come arrivarci:

IN TRENO: arrivo alla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova e da lì nostro servizio pullman.

IN AUTO: La casa si trova a 7 Km da Aosta sulla strada che porta al traforo del Monte Bianco. Saint Pierre è raggiungibile tramite l’autostrada A5 con uscite: Aosta est oppure Aosta ovest.

 

I CORSI

18 / 24 luglio

RAGIONE E SENTIMENTO
Storie di architettura e musica tra Sette e Ottocento

Prof. A.G. CASSANI - M° G.F. MODUGNO

Verso la seconda metà del Seicento, con Claude Perrault in Francia, e, nel Settecento, con l'abate Lodoli e Piranesi in Italia, nasce un dibattito che mette in discussione l'autorità degli Antichi in fatto di principi architettonici. La "fantasia" appare come l'unico possibile presupposto della bellezza, ma, allo stesso tempo, si fa strada la necessità di ritrovare nuove regole basate su "logica" e "funzionalità". Chi più di tutti riunirà in sé Ragione e Sentimento sarà, in Germania, Karl Friedrich Schinkel, una sorta di Goethe dell'architettura. A dimostrare che Illuminismo "razionalistico" e Romanticismo "fantastico", al fondo, sono le due facce d'una stessa medaglia. Analogamente in musica irrompono le figure di Haydn, Mozart, Beethoven e Schubert che in pochi decenni di irripetibile, vertiginosa furia creativa decretano che solo grazie al linguaggio musicale da loro stessi coniato l’impossibile connubio tra ragione e sentimento può avere luogo. E donano all’umanità un repertorio che da allora abbellisce e consola con la sua profonda bellezza la miseria dell’esistenza umana.

 

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