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Abbazia di San Benedetto
in Valledacqua

Abbazia di San Benedetto in Valledacqua

Acquasanta Terme
( Ascoli Piceno)

L'attuale Monastero nasce dai resti dell'antica Abbazia dei monaci di Farfa, costruita alla fine del X secolo in un suggestivo scenario naturale. Immerso nel paesaggio collinare in cui si incontrano il Parco Nazionale dei Monti della Laga e quello dei Monti Sibillini, il Monastero risalta nella sua armoniosa e luminosa  costruzione in travertino. Oggi la vita monastica si esprime attraverso la liturgia, guidata dalla Fraternità di San Bonifacio, comunità monastica maschile.
Il luogo (m. 530 s.l.m.) è totalmente isolato, quindi particolarmente indicato per esperienze di intensa riflessione e meditazione nel silenzio.

www.valledacqua.com

 

Come arrivarci:

IN TRENO: nostro servizio pullman dalla stazione ferroviaria di S. Benedetto del Tronto (AP).

IN AUTO: Comune di Acquasanta Terme (AP) – Sulla S.S. Salaria, uscita Paggese per S. Martino, al km. 2 dalla Salaria seguire le insegne “Monastero Valledacqua”.

 

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I CORSI

30 luglio / 5 agosto

LE RAGIONI DEL TRAUMA

Dr. F. LOLLI - Prof. P. B. PRELLAO.P.

Cos’è il trauma? Quali caratteristiche deve avere un evento per essere vissuto come traumatico? Il trauma è sempre fisico e/o psichico, oppure può essere di natura morale o anche giungere a destrutturare la persona? Perché lo stesso accadimento nella realtà è traumatico per alcuni e ordinario per altri? A questi e a molti altri interrogativi, il corso tenterà di rispondere, mettendo in primo piano l’aspetto soggettivo del trauma e fornendo una serie di riflessioni utili a favorire il lavoro necessario alla sua elaborazione e al suo superamento.

 

5 / 11 agosto

FILOSOFIA DEI SENTIMENTI: PENSARE LE VIE DEL CUORE

Dr. P. BARTOLINI - Prof. R. MANCINI

Il corso si propone come un viaggio nell’universo delle forze proprie della vita interiore per offrire alle/ai partecipanti un’occasione di nuova consapevolezza di sé e del modo di porsi in relazione. Una lunga tradizione, connotata da intenti ascetici, ha visto nelle passioni e nel corpo degli ostacoli al presunto cammino di elevazione che l’essere umano percorrerebbe per lasciarsi alle spalle il peso della materia e della nostra vita incarnata. Al contrario, una filosofia rinnovata mostra il massimo interesse per esperienze rivelative come l’amore, la tenerezza, la cura, la felicità e molte altre: esperienze tanto materiali quanto spirituali. Nei luoghi del silenzio può nascere una parola viva e sensata se ci poniamo in paziente ascolto di ciò che dà spessore alle nostre esistenze e ci tiene in costante tensione tra terra e cielo. Le relazioni fondamentali che sin dall’infanzia ci accompagnano nella costruzione della nostra soggettività ci plasmano, ci segnano e possono farci fiorire, purché si sviluppi un’educazione al sentire che è consapevole ricerca di una convivenza con quelle forze che ci abitano e trascendono il nostro “caro io”. Evitare la doppia trappola del sentimentalismo e della durezza emotiva è possibile (se restituiamo all’universo delle emozioni, dei sentimenti, degli affetti e delle passioni la loro centralità esistenziale e relazionale,) cogliendo la complessità del fenomeno nelle sue tre dimensioni costitutive: quella personale, quella intersoggettiva e quella collettiva/transpersonale.

 

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