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Convento dei Cappuccini

Convento Cappuccini a Terzolas 

Terzolas
(Trento)

Il Convento, costruito nell’anno 1894, si trova nella bassa Val di Sole, nelle vicinanze della borgata di Malé, ad un’altitudine di 755 m. s.l.m. Racchiusa tra possenti mura vi è la Chiesa con l’adiacente cappella e l’abitazione dei Frati cappuccini. Essi, oltre ad essere presenti pastoralmente, indicano e determinano lo stile francescano dell’accoglienza. Questa residenza storica situata su un promontorio, in posizione panoramica, soleggiata e immersa nella quiete di un ampio parco è da sempre centro di aggregazione, formazione e spiritualità. Ristrutturato nel 2010, il Convento è situato nelle immediate vicinanze della piccola cittadina di Terzolas.

www.alconventoterzolas.it

 

Come arrivarci:

IN TRENO: arrivo alla stazione ferroviaria di Trento e da lì nostro servizio pullman

IN AUTO: Autostrada A22 del Brennero, uscita Trento Nord per chi proviene da sud e San Michele all’Adige per chi proviene da nord. Proseguire lungo la SS 43 in direzione Cles, Val di Non, e poi verso Malé e Terzolas.

 

I CORSI


14 / 20 luglio

SIMBOLI DEL COLLEGARE E DEL DIVIDERE.
IL PONTE, LA PORTA, IL MURO

Prof. M. AIME - Prof. A.G. CASSANI

Partendo dalla fondamentale riflessione del sociologo e filosofo tedesco Georg Simmel (Brücke und Tür, 1909), che individua nelle figure del ponte e della porta i simboli del collegare, ma anche del dividere, si analizzeranno le molte facce di questi essenziali elementi del costruire dell'uomo, attraverso le riflessioni di scrittori, filosofi e artisti come Kipling, Kafka, Duchamp, Wittgenstein, Heidegger e altre grandi figure del pensiero contemporaneo. Le lezioni verteranno non solo su esempi architettonici, ma prenderanno in considerazione anche immagini pittoriche e brani della letteratura e della filosofia tra Otto e Novecento. Viviamo in un’epoca in cui da una parte si abbattono confini e frontiere per merci e denaro, ma si erigono barriere e muri sempre nuovi per gli esseri umani. In che modo costruiamo l’“altro”? E in che modo costruiamo il “noi”? Spesso declinando il diverso come icona di ogni male. In un’epoca fortemente identitaria come la nostra, è importante riflettere sui modi di costruire differenti forme di convivenza, per evitare una nuova barbarie.

 

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