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Convento di San Cerbone

Certosa 1515

Massa Pisana
( Lucca )

L’antico convento, adagiato sul pendio del monte della Croce, non lontano da Lucca, spicca per il colore avorio che lo fa apparire come una gemma incastonata nel verde dei boschi e degli uliveti e domina la piana sottostante che va dalle mura della città di Lucca ai Monti Pisani. Della chiesa ci sono notizie già dall’anno 1059 e poi in un atto capitolare del 1140 è indicata la presenza di monache benedettine; dopo alterne vicende, nel 1444 vi si insediò un gruppo di Frati minori osservanti. Nei secoli successivi il convento fu abbellito con opere d’arte, tra cui due tele di Ugolino Lorenzetti, e la biblioteca si arricchì di preziose pergamene. Nel 1950 la gestione dell’antico convento passò alla congregazione delle “Suore Figlie di san Francesco di Sales” che vi abitano tuttora; oggi è casa di spiritualità, di preghiera e di incontro.

www.suoredisancerbone.it

 

Come arrivarci:

IN TRENO: arrivo alla stazione ferroviaria di Firenze S.M.N. e da lì nostro servizio pullman.

IN AUTO:
uscita Lucca Est (distanza 2 km.), seguire le indicazioni per Pisa Statale e poi per San Cerbone.

 

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1 / 7 settembre

SCRITTURE DEL PARADOSSO
Percorsi della Modernità: da Ariosto a Shakespeare, da Cervantes a Melville

Prof. M. DONA' - M° G.F. MODUGNO

Una carrellata tutt’altro che casuale. Quattro grandi autori; quattro grandi che hanno reso “grande” il nostro Occidente. Quattro pensatori che hanno saputo profeticamente vedere quello che tutti saremmo ben presto diventati, più o meno tra l’Otto e il Novecento. Procederemo dal Rinascimento al diciannovesimo secolo; dalla scrittura innovativa dell’Ariosto a quella ‘realissima’ di Shakespeare; dalla folle visionarietà del Chisciotte di Cervantes alla visione potentemente metafisica supportata dalla straordinaria verve narrativa di Melville. I temi esposti dal filosofo troveranno fedele eco nelle visioni del mondo di cui la musica si fa volta per volta portavoce, in un dialogo attraverso il tempo e le epoche reso possibile dall’universalità e dall’attualità dei contenuti esposti, nonché dall’astrazione che caratterizza anzitutto il linguaggio musicale. In definitiva un appassionante viaggio in compagnia di Mendelssohn e Ariosto, Beethoven e Shakespeare, Debussy e Cervantes, Schumann e Melville; creatori la cui arte si tocca nell’infinita profondità dell’essere e che - pur se con linguaggi diversi e a volte lontani nel tempo - esprimono le stesse riflessioni sulla vita.

 

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