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Certosa di Pontignano

Certosa di Pontignano

Castelnuovo Berardenga
( Siena )

La certosa di san Pietro a Pontignano era una delle tre sorte nel territorio senese insieme a quella di Maggiano e a quella, oggi scomparsa, di Belriguardo. Nel 1343 Bindo di Falcone Petroni, nobile senese, affidò l'incarico di costruire il monastero a un certosino dell'Aquitania, frate Amerigo, con l'impegno che il monastero potesse ospitare dodici monaci e tre conversi. Nel 1385 fu dotato di un giro di mura. Il complesso, tipicamente certosino, risente dei vari interventi strutturali avvenuti nel corso dei secoli. La chiesa, dedicata a San Pietro, è la struttura che principalmente lascia intravedere i caratteri originari. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1959 grazie alla passione e all'impegno del senese Mario Bracci, giudice costituzionale e Rettore dell'Università di Siena, il cenobio venne acquistato e trasformato in collegio Universitario dalla stessa università.

www.lacertosadipontignano.com

 

Come arrivarci:

IN TRENO: arrivo alla stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella e da lì nostro servizio pullman

IN AUTO:
DA FIRENZE: uscita superstrada Firenze-Siena "Siena Nord". Alla prima rotonda, prendete la prima uscita. Dopo circa 1 km alla rotonda prendete la 4° uscita per immettersi sulla strada regionale SR 222 e alla successiva rotonda la 2° uscita per immettersi sulla strada provinciale 102. Dopo circa 5 km troverete sulla destra Via della Certosa e dopo poco sarete giunti a destinazione.
DA ROMA: sulla superstrada Bettolle-Siena, passato Taverne d'Arbia, prendere l'uscita per la tangenziale (strada statale SS 73 Senese Aretina). Alla rotonda prendete la 1° uscita e imboccate Viale Pietro Toselli e dopo meno di 2 km alla rotonda prendete la 1° uscita e imboccate Via Chiantigiana SP 408 di Montevarchi. Poco prima di Ponte a Bozzone troverete sulla sinistra la deviazione per la Certosa di Pontignano (via della Certosa) alla quale giungerete dopo circa 1 km.

 

I CORSI


24 / 29 luglio

CONCETTO E STORIA DELL’UTOPIA

Prof. M. CACCIARI

Che cosa contraddistingue l’utopia da un racconto fantastico? E vi è una forma di utopia prima del Moderno? Utopia è, da un lato, paradigma di una civitas perfetta, dall’altro progetto culturale-politico. Essa presuppone l’abbattimento o la trasformazione radicale dello stato di cose esistente. In nome di che cosa? E quali sono i fattori della trasformazione che essa individua? La forma utopica svolge un ruolo essenziale nel Politico contemporaneo, per concludersi nel momento della sua apparente massima affermazione, con la svolta epocale segnata dal ’68.

 

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