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Eremo di Montecastello

Eremo di Montecastello

Tignale sul Garda
(Brescia)

Montecastello è un “eremo”, cioè un luogo appartato nella solitudine in posizione naturale stupenda tra le più belle del lago di Garda. Adiacente l’antico Santuario della Madonna di Montecastello (XIII sec.), a 700 m. a picco sul lago, è un luogo molto indicato per esperienze di meditazione e raccoglimento spirituale, mentre alcune terrazze panoramiche a lago e a monte offrono una delle visioni più suggestive della zona. L’eremo è un’opera della Diocesi di Brescia ed è diretto da un Sacerdote diocesano e da una comunità di Religiose (Dorotee da Cemmo).

www.eremodimontecastello.org

 

Come arrivarci:

IN TRENO: arrivo alla stazione ferroviaria di Brescia e da lì nostro servizio di pullman.

IN AUTO: Raggiunta Brescia dalle varie direzioni, uscire a Brescia Est e seguire le indicazioni per il Lago di Garda Occidentale. Immettersi quindi sulla S.S. 45 bis Gardesana Occidentale direzione Riva del Garda. Dopo Salò, oltrepassare le località di Gardone, Maderno e Gargnano. 4 km. dopo l’abitato di Gargnano, all’uscita delle terza galleria, imboccare la deviazione a sinistra per Tignale e per l’Eremo di Montecastello (8 km. circa).

 

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I CORSI

24 / 30 luglio

SOLITUDINE E FANTASIA NELL’ASCOLTO DI J.S. BACH

Prof. P. G. BARZAGHI O.P. - M° G. CHIMINI

La solitudine è piena. Lo so che non lo credi, ma la solitudine è piena! Anzi, se esiste qualcosa di pieno è proprio la solitudine: beata solitudo sola beatitudo (S. Bernardo). Allora perché la avvertiamo come vuota? Forse perché non ne sentiamo la compagnia e non la apprezziamo nelle sue intimità. La solitudine è l’intero e il tutto: nel suo nome compare il greco olos, che vuol proprio dire questo: intero. Ci si deve accorgere della pienezza, come d’un balzo: un sussulto, un salto. Ma nel modo tranquillo e sereno di uno zampillo, che si amplia in un ruscello. Occorre ascoltare il suono di un ruscello. Questo ruscello è Bach (il nome vuol dire proprio ruscello) e il suo fluire sono le note del Clavicembalo ben temperato. Qui la solitudine piena di ascolto e di fantasia si fa avvertibile e il coltivarla fa la persona colta e affabile.

 

28 agosto / 3 settembre

LE FORME DELL’ARTE TRA ARCHITETTURA E MUSICA
Un Nuovo Mondo: i linguaggi del Moderno

Prof. A.G. CASSANI - M° G.F. MODUGNO

Il grande scrittore austriaco Thomas Bernhard ha colto, forse più di chiunque altro, l’essenza del Moderno quando scrive, in A colpi d’ascia (1984), che la gente si arreda la casa con mobili di epoche passate e non con mobili della propria epoca perché, di questa, «non riesce a sopportare la durezza e la brutalità», circondandosi della «mollezza del passato da cui è scomparsa ogni contraddizione». Il Moderno, in architettura, nasce in opposizione all’Eclettismo storicista dell’Ottocento, per dare forma all’età della Macchina (Ludwig Mies van der Rohe), dove l’ornamento tende a scomparire, come insegna Adolf Loos, e dove la casa diventa una “macchina per abitare” (Le Corbusier). Ma il Moderno è tutt’altro che un movimento monolitico. Il corso cercherà di mostrarne la straordinaria “polifonia”. Polifonia che ha fatto scrivere a Pierre Boulez che il “secolo breve” vale tre volte il precedente per quantità e qualità della produzione musicale. Grazie alle musiche di Brahms, Liszt, Debussy, Ravel, Berg, Schoenberg, Bartok, Stravinskij e altri giganti del Novecento che il musicista illustrerà ed eseguirà nei concerti serali, si potrà godere degli affascinanti e spregiudicati percorsi che tra Otto e Novecento le due arti hanno similmente intrapreso. Imponendo già allora riflessioni la cui portata è quanto mai attuale.

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