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Santuario Madonna di Barbana

Santuario Madonna di Barbana 

Grado
(Gorizia)

Barbana è una piccola isola posta all’estremità orientale della laguna di Grado, sede di un antico santuario mariano. Secondo la tradizione, la sua nascita risale all’anno 582, quando una violenta mareggiata minacciò la città di Grado; il patriarca di Grado Elia (571–588), come ringraziamento alla Madonna per aver salvato la città, fece erigere una prima chiesa. Il suo nome deriva probabilmente da Barbano, un eremita del VI secolo che viveva nel luogo e che raccolse attorno a sé una comunità di monaci che ressero il Santuario per i successivi 4 secoli. Ad essi subentrò una comunità di Benedettini e poi, dal 1450 è documentata la presenza di frati francescani conventuali. La chiesa attuale fu costruita dai frati minori, tuttora custodi, all’inizio del 900. Sull’isola è presente una Casa d’accoglienza.

www.santuariodibarbana.it

 

Come arrivarci:

IN TRENO: arrivo alla stazione ferroviaria di Venezia Mestre e da lì nostro servizio pullman

IN AUTO: Autostrada A4, uscire a Palmanova e proseguire per la S.S. 352 fino a Grado; a Grado lasciare l’auto e prendere il traghetto per l’isola di Barbana.

 

I CORSI


27 agosto / 2 settembre

IL LINGUAGGIO DELL’ARTE

Prof. A. BRANDALISE - Prof. F. VALAGUSSA

Come si esprime l’arte? Da che cosa deriva la potenza del suo linguaggio? Alcune “opere mondo” hanno addirittura inaugurato intere civiltà: si pensi all’opera di Omero da cui nasce la grande cultura greca, o a quella del “nostro” Dante, senza la quale è impensabile l’Europa moderna. Altri capolavori hanno impresso delle svolte epocali nel nostro modo di vivere e di pensare: non si vive e non si pensa più allo stesso modo prima e dopo Giotto, prima e dopo Bach. L’arte impone dei salti di qualità e riformula costantemente quei “gesti della mente” mediante cui noi ci orientiamo nel mondo. Durante il corso si affronteranno grandi figure come Giordano Bruno, Goethe e Valéry ma anche grandi interpreti della tradizione artistica come Warburg, Wind, Riegl e Panofsky.

 

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