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Eremo SS. Salvatore
dei Camaldoli

SS.Salvatore dei Camaldoli

Napoli

L’Eremo è stato fondato nel 1585 nel punto più alto dei Campi Flegrei, su una collina  (m. 485 s.l.m.) da cui si gode un bellissimo panorama di Napoli e del suo golfo. Il complesso monastico rispecchia i canoni dell’architettura cinquecentesca del tardo Rinascimento campano e la Chiesa barocca, a una navata, ha dipinti e affreschi di importanti pittori del XVII secolo.
Accanto alla Chiesa inizia un vialetto che porta alle celle e agli orti dei Monaci, mentre un altro sentiero conduce al Belvedere dei Camaldoli.
Oggi lo storico cenobio è retto dalle Suore di S. Brigida che offrono ospitalità e accoglienza secondo l’attitudine ecumenica del loro Ordine. I fedeli possono partecipare all’ufficiatura monastica delle Lodi e dei Vespri.

www.digilander.libero.it/eremo.camaldoli/

 

Come arrivarci:

IN AEREO: arrivo all'aereoporto di Napoli e da lì servizio di taxi.

IN TRENO: arrivo alla stazione ferroviaria di Napoli e da lì servizio di linea (filobus).

IN AUTO: Autostrada A1 uscita Napoli, prendere la Tangenziale di Napoli in direzione Fuorigrotta uscita N.8 (Camaldoli). All'uscita percorrere via Jannelli e successivamente Via S. Ignazio di Lojola fino all'incrocio con Via
dell'Eremo. Svoltare quindi a sinistra e percorrere tutta la strada (in leggera salita) fino all'ingresso dell'Eremo, situato alla fine della strada.

 

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23 / 29 agosto

LA MORTE DELL’ARTE

Prof. M. CACCIARI - Dott. F. VALAGUSSA

L’esordio di ogni civiltà è contrassegnato dall’arte. L’arte come “maestra dei popoli” offre le grandi visioni del mondo: in ogni epoca l’evento artistico accade come “misura” originaria, come sforzo di orientamento, come tentativo di strutturare l’ambiente che ci circonda. Su tale immagine del mondo si innestano di volta in volta le varie forme del nostro fare. Oggi l’arte si confronta con il pensiero concettuale e con la produzione tecnica la cui peculiarità è la fondazione di un sistema del sapere che risulti totalmente autonomo rispetto a ogni velleità artistica. Un fare che sembra volersi totalmente “liberare”da ogni idea del bello. Il tema della “morte dell’arte” riguarda l’identità europea: la tecnica rappresenta il destino dell’arte? La tecnica costituisce la nuova immagine del mondo? Da Hegel a Nietzsche a Benjamin e oltre è questa la domanda. Ed essa implica altresì il rapporto tra arte e filosofia, tra pensare artistico e pensare filosofico, che sta al centro della riflessione heideggeriana.


 

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